14 - Un caso industriale

Quarant'anni di Marconi
€20,00
Cod: CCD14
Convergenze & divergenze
Raffaele Piccini
pag. 243
Prezzo:€20,00
Redazione ed.
ISBN 978-88-95470-33-7
Prima edizione: novembre 2011; Prima ristampa: febbraio 2012

Nel 1970 Marconi Italiana valeva un miliardo di lire, sommando capitale sociale e riserve, e dava lavoro a 834 dipendenti. Nel 1996 la somma tra capitale sociale e riserve aveva raggiunto i 1059 miliardi e i dipendenti erano 7000. Un caso industriale straordinario, da studiare, che qui viene raccontato in prima persona da chi lo ha vissuto e creato, Raffaele Piccini, entrato in Marconi nel 1959, al termine del servizio nella Marina Militare e con una laurea di ingegnere, come responsabile del reparto impianti.

Marconi Italiana, dal dopoguerra partecipata al 50% con Finmeccanica, proprio in quel periodo tornava sotto il pieno controllo del gruppo inglese The Marconi Company, che dieci anni dopo entrerà nella grande galassia industriale della Gec, General Electric Company.

Nel 1967 Piccini divenne direttore della Divisione Militare, strategica per Marconi, e nel 1970 veniva nominato direttore generale entrando nel consiglio di amministrazione, per assumere tutte le responsabilità operative. Nel 1972 venne nominato amministratore delegato con tutti i poteri. La sua gestione dell’azienda proseguì fino al 1995, continuando fino al 1996 con la funzione di controllo come presidente e amministratore delegato della capogruppo Marconi Finanziaria  In quegli anni, conquistando la totale autonomia dall’azionista inglese e puntando attraverso l’innovazione e un’aggressiva politica commerciale sia sul mercato italiano, sia sui mercati esteri, Marconi Italiana divenne la punta di diamante del gruppo General Electric guidata da Lord Arnold Weinstok.

In questa storia, a metà strada tra l’autobiografia e la ricostruzione di eccezionali vicende industriali,  sono illustrati sia i progressivi successi della Marconi, sia le politiche seguite da Piccini per rendere l’azienda un caso davvero unico nel panorama italiano, in quell’epoca caratterizzato da una forte conflittualità sindacale, dall’incertezza politica e anche da passaggi durissimi come le brigate rosse e, nei primi anni Novanta, da Tangentopoli. In quell’ambito, Marconi Italiana appariva come un’isola felice: all’espansione dei mercati e del fatturato, corrispondeva l’ingresso di una schiera di giovani ingegneri entusiasti che venivano sottoposti a una vera e propria “scuola” di vita e di lavoro, la scuola che Piccini aveva imparato durante gli anni difficili del dopo guerra anche grazie alla propria esperienza nella Marina Militare. All’interno, accanto all’imperativo del successo aziendale, vigeva una straordinaria pace sociale, garantita anche da una gestione del personale che consentiva ai dipendenti uno status e benefici nettamente superiori a quelli di altre aziende.

Con l’uscita di Piccini da Marconi e di Weinstock da Gec, la successione interna garantì la continuità di questo eccezionale percorso per qualche tempo finchè il nuovo management inglese fece precipitare rapidamente la situazione della Gec cancellando l’autonomia dell’azienda. La Marconi Italiana divenne una risorsa sul mercato. Sono qui documentati anche i tentativi che videro ancora una volta protagonista Piccini per salvare l’azienda nel suo complesso e impedirne lo smembramento. Ma l’epoca d’oro dell’impresa che conservava il nome del grande inventore italiano era finita. Erano cambiati gli uomini e forse anche i tempi.

 

Raffaele  Piccini, nato a Livorno il 16 settembre 1927, si è laureato con lode in ingegneria nel 1952 all’università di Pisa. Ha prestato servizio sino al 1959 nella Marina Militare. Congedatosi, è entrato nella Marconi Italiana di cui nel 1967 è diventato il direttore della divisione militare. Nel 1970, con il passaggio della Marconi Italiana al gruppo inglese Gec plc, è entrato nel cda con l’incarico di direttore generale e successivamente, nel 1972, di amministratore delegato. Nel 1980, costituita in Italia la Holding del gruppo Gec, ha assunto gli incarichi di amministratore delegato della Marconi Finanziaria e di presidente e amministratore delegato della società operativa Marconi Italiana. Nel   1985 è entrato nel cda della controllante inglese Gec Marconi. Nel 1995, lasciati gli incarichi nella società operativa, è diventato presidente con poteri di controllo della holding Marconi Finanziaria fino al 1996. Nel 1998 ha lasciato ogni incarico esecutivo dopo il completamento della riorganizzazione delle società Gec plc in Italia, in seguito alla quale la Marfin, di cui era presidente, è stata conglobata nella Marconi Finanziaria.

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