13 - I lobby you
La parola "lobbismo", assume troppo spesso un significato ambiguo nel linguaggio comune e nel gergo giornalistico. In Italia, nonostante alcune proposte di legge (presentate e decadute nelle scorse legislature), l’argomento non è mai stato regolamentato, a tutto vantaggio - invece - di comportamenti equivoci e del perpetuarsi di ombre sul sistema di relazioni tra economia e potere politico che hanno condotto, e conducono, a troppe tangentopoli.
La regolamentazione del lobbismo sarebbe invece auspicabile per realizzare finalmente strumenti di trasparenza tra imprese, gruppi di pressione, associazioni di rappresentanza e politica. Per questo, nella latitanza di una legge nazionale, alcune Regioni hanno approvato leggi per disciplinare la materia. Chi può stupirsi se sindacati, associazioni di categoria, ordini professionali, comitati organizzati o spontanei difendono gli interessi dei propri aderenti? Sarebbe ben strana cosa l’opposto.
Questo libro nasce per fare il punto su questo argomento, partendo da una chiara - e denunciata come tale - operazione di lobbismo svolta da Confartigianato Liguria tra il 2010 (quando si sono svolte le elezioni per il nuovo consiglio regionale) e il gennaio del 2011. In vista delle elezioni, l’associazione delle piccole e micro imprese della Liguria propose una serie di punti programmatici, sottoponendo il documento a tutti i candidati di ogni partito. Ma non si accontentò dell’abituale e semplice adesione formale, chiedendo invece una firma in calce al documento.
L’iniziativa ebbe grande successo, tanto che, dopo il voto, Confartigianato Liguria potè affermare di "avere la maggioranza in consiglio regionale".
Quella firma che qualcuno dei candidati forse aveva interpretato come pura formalità, è stata invece intesa da Confartigianato come impegno. Impegno da sottoporre, con chiarezza e trasparenza, a una verifica. Così è stato fatto: l’attività di tutti i consiglieri e degli assessori regionali liguri è stata controllata, "pesata" secondo criteri equilibrati e "scientifici" e a ognuno è stato dato un punteggio sulla base del lavoro svolto (o meno) a favore delle imprese. I risultati sono stati comunicati agli interessati e alla stampa, provocando notevole interesse e anche un certo "scandalo".
Era stata attuata un’attività lobbistica di notevole portata e soprattutto di grande significato civile, spazzando via d’un colpo ogni forma di "neocollateralismo" e imboccando un percorso di partecipazione e confronto trasparente.












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