12 - Camici bianchi in camicia rossa
La ferita di Garibaldi sull’Aspromonte è uno degli stereotipi più noti del Risorgimento italiano. Così come l’amputazione della gamba di Maroncelli allo Spielberg. Elementi che, passati nell’iconografia popolare, nascondono però una grande verità: lo stato davvero arretrato della medicina nell’Ottocento e la mancanza di cure adeguate sui campi di battaglia. Si moriva – come accadde a Goffredo Mameli a Roma – per una ferita oggi curabilissima. Molte giovani vite di patrioti furono stroncate per mancanza di conoscenze sanitarie e per carenza di norme igieniche, nonostante l’ammirevole abnegazione di tanti medici e di tante infermiere improvvisate. Anche la situazione sui campi di battaglia del Risorgimento italiano determinò nel 1863 del pirmo embrione della Croce Rossa che, diventando segno di tregua, permise di raccogliere e di curare più adeguatamente i feriti.
Luciano Sterpellone, ricostruendo le vicende di tanti medici e studenti di Medicina che votarono la propria vita, spesso perdendola, alla causa dell’Italia unita (e soprattutto di tutti i medici e farmacisti che si unirono a Garibaldi dall’impresa dei Mille in poi) ricostruisce la storia risorgimentale sotto un aspetto del tutto originale: quelo della medicina. Vicende personali e umane di uomini e donne che ancora oggi sono un esempio di idealismo, si confondo e si uniscono con lo “stato dell’arte” medica. Sanitari che, lasciate cattedre universitarie e studi professionali, calcarono i campi di battaglia alternando al bisturi per curare i compagni, il moschetto per combattere contro gli avversari. In questo quadro, davvero significative anche dal punto di vista sceintifico, sono, per esempio, la ricostruzione delle lunghissime, avventurose cure che un gruppo di luminari del tempo rivolse per tre mesi alla ferita al piede dell’Eroe dei due Mondi e l’analitica nemesi della malattia di Carlo Alberto.
Luciano Sterpellone, patologo clinico di Roma, si è sempre occupato di divulgazione medica e giornalismo scientifico. È nell’Albo degli scrittori europei ed è stato per 28 anni collaboratore, ideatore, conduttore e consulente della Rai con trasmissioni come “Dottore Buonasera”, “S. come salute”, “Check up”. Ha vinto il Premio Saint Vincent 2001” per la divulgazione medica. È redattore scientifico del “Corriere Salute” (supplemento del Corriere della Sera) e di “A-Z Salute” (del Giornale di Sicilia) e collabora a varie riviste (“Kos”, “Salve”, “Le Scienze”, “Medical Biography”) e portali internet. Ha scritto oltre cento libri di cultura medica, alcuni dei quali tradotti in sette lingue. Il suo libro “Le cavie dei lager” sugli esperimenti medici nazisti, con presentazione di Simon Wiesenthal, ha avuto diciassette ristampe. È anche autore di alcuni dizionari di Medicina e di testi di Laboratorio clinico. Per Redazione editore ha pubblicato “Medici nella storia. Da Alcmeone di Crotone a Rita Levi Montalcini”.










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